L’ACR: l’inizio di un prezioso cammino - Diocesi di Verona

Alla soglia dei 50 anni spesso ci si rende conto che i ricordi, soprattutto quelli riferiti ai primi anni della propria vita, risultano sbiaditi. La sfida del ritornare ai miei 12/14 anni, alle esperienze vissute, a ripescarne i ricordi, per capire, da alcune di queste, cosa ne ho tratto, mi ha fatto fermare un attimo e ha saputo sorprendermi. Mi sono reso conto che l’esperienza vissuta in ACR è ancora viva e pulsante nella mia vita e come tutte le cose importanti, a volte tutto nasce per caso, inconsapevolmente, e l’ACR non fa eccezione. Si seguono gli amici, è un’occasione ulteriore per stare insieme, senza sapere bene dove quell’incontro settimanale ti possa portare o che possa coinvolgere tutta la tua vita e quella delle persone che ne fanno e ne avrebbero fatto parte. 
Da incontro tra amici, l’ACR  è diventata  Fede nel concreto e ha saputo, attraverso le attività e il creare dei legami, aiutare i ragazzi ad imparare a pensare e a capire se stessi. L’ACR è  un sussurro che è riuscito a parlare al mio cuore e a lasciarvi quel piccolo germe che fa si che il camminare nella vita, diventi consapevolezza e impegno. L’ACR è dunque diventata per me, un modo di vivere e uno stile di ‘essere’ cristiano. Piergiorgio Frassati diceva che “Vivere senza una fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la Verità, non è vivere, ma vivacchiare” 
L’ACR è l’operoso inizio di tutto questo: con semplicità è stata per me un nuovo modo di guardare la vita e gli altri con gli occhi della fede. Una fede vissuta e non solo professata, una fede testimoniata nelle piccole cose di tutti i giorni, senza casse di risonanza, con l’unico scopo del servizio silenzioso e gratuito.
L’ACR è dunque per me l’inizio prezioso del cammino per diventare persona e cristiano.

Nicola