Una parte di un grande progetto – diocesi di Trani

Ero una bambina di appena 6 anni quando la mia mamma decise di accompagnarmi agli incontri Acr organizzati nella nostra parrocchia, la “Sacra Famiglia” di Barletta, e già mi sentivo a casa.
Ho vaghi ricordi del mio percorso da acierrina, ma ho ancora dentro di me una certezza: ero una bambina felice! Oltre agli insegnamenti dei miei genitori e della mia insegnante, l’Acr mi ha sicuramente aiutata a crescere nella gioia della condivisione, nell’amore fraterno, nello spirito di appartenenza ad una grande famiglia che si riuniva e si riunisce ancora nel nome del Signore Gesù.
Proprio in Acr ho imparato che è possibile coltivare delle amicizie importanti che saranno i tuoi punti di riferimento per tutta la vita; ho imparato che è possibile sentirsi veramente parte di un grande progetto voluto da Dio per noi sin da piccoli.
La “grande famiglia” dell’Ac mi ha coccolata sin da piccola, mi ha accompagnata a ricevere i Sacramenti essendo presente nella preghiera e nel canto sia in occasione della mia prima Comunione che della Cresima, mi ha permesso di crescere nella fede grazie ai diversi momenti di preghiera organizzati oltre ai consueti incontri o alle feste, mi ha permesso di partecipare ad eventi straordinari, come, per esempio, quello che porto dentro di me tra i ricordi più cari e più vividi: l’incontro a Roma con papa Giovanni Paolo II nell’ottobre del 1997.
Avevo appena 9 anni, ma ricordo quella giornata con una gioia estrema, anche perché è stato il primo incontro nazionale a cui partecipavo, nonché la mia prima volta a Roma. Accompagnata da mia madre, da mia zia e insieme ai gruppi Acr della mia parrocchia, abbiamo fatto tappa prima a Villa Pamphili, poi a piazza San Pietro. Ricordo il grande momento di festa organizzato nella villa a misura di noi bambini, ma ricordo ancora meglio la grande emozione che ho provato nel vedere a pochi passi da me papa Giovanni Paolo II, a piazza San Pietro, nella sua papa mobile: immediatamente la mia mamma mi prese in braccio, i nostri sguardi si incrociarono ed io… piansi subito per l’emozione, avvertendo dentro di me che quello sarebbe stato solo il primo incontro con lui di una lunga serie.
Infatti, così è stato! L’Ac, ogni anno di più, è entrata a far parte della mia vita, tanto da decidere con grande prontezza e perseveranza di portare avanti questo cammino da Giovanissima e da Giovane. Dopo aver fatto servizio come educatrice ai più piccoli della parrocchia, oggi, da Adulta, accompagno un gruppo di Giovanissimi. Ora, a 31 anni, posso affermare, con fierezza e col sorriso sulle labbra che mi contraddistingue, che l’Ac non mi ha mai abbandonata e continua ad essere parte integrante della mia vita.

Maddalena

Maddalena